Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta femminismo

Alberto De Nicola, L’Italia nel ciclo politico reazionario

«Finanziarizzazione, autonomizzazione del lavoro e indebitamento, sono indissociabili dalla demoltiplicazione del paradigma proprietario. Ora, con la recessione economica questo modello entra in crisi per una parte significativa di popolazione: il capitale accumulato perde di valore e gli investimenti falliscono. Più che una “perversa” lotta per la sopravvivenza, gli enunciati microfascisti sono l’espressione di un delirio proprietario che trasforma relazioni sociali e i beni in “oggetti” privati da preservare e difendere (le “nostre donne”, i “nostri figli”, il “nostro territorio”…). Le moltiplicazione delle ”identità” non è altro che l’espressione culturale di un regime di proprietà. Questa particolare angolazione, permette di dire qualcosa di diverso sulla composizione sociale del post-fascismo: nonostante questo interessi molti gruppi sociali, il suo protagonista – quello che ne forgia gli enunciati – non è affatto l’”escluso” o il “penultimo”, ma quella che  Alberto ...

sovversive e politiche

Denunciare la narrazione edulcorata del cancro al seno è un atto sovversivo. Denunciare che la ricerca scientifica è subalterna alle logiche capitalistiche del profitto è un atto sovversivo. Unirsi in un collettivo per lottare contro il cancro è un atto politico di interesse generale. Aderiamo, sosteniamo le Amazzoni Furiose: http://amazzonefuriosa.blogspot.it/2018/01/per-un-giornalismo-scientifico-serio.html

#metoo, #wetogether: « una condizione comune nella frammentazione della precarietà esistenziale.» – Caterina Peroni

«Creare, ancora, una condizione comune nella frammentazione della precarietà esistenziale. Ma #wetoogether aggiunge un pezzo fondamentale che ancora non era stato affrontato esplicitamente in queste campagne: la dimensione sessuale della violenza del lavoro. A scorrere gli hashtag la banalità del male ci investe come uno tsunami: chi infatti può dire #NotMe? Le storie raccontate non hanno solo a che fare con stupri o molestie sessuali penalmente rilevanti. Hanno a che fare con la quotidianità esperita dalla maggior parte di donne e persone LGBTQ in ogni sfera della propria vita, soprattutto quella lavorativa – e che individua il nesso tra sfruttamento, precarietà, ricattabilità, violenza sessuale e di genere. Una quotidianità che colpisce i corpi sessualizzati e gerarchizzati strutturalmente nel mercato del lavoro. [...] E come fare in modo che dalla denuncia, dalla presa di parola, dal riconoscimento e dalla mobilitazione si sedimentino pratiche reali, situate, in grado di rispondere...